Un giorno speciale
Shalna si è occupata di correggere e revisionare questa storia.
Era una giornata bellissima, il sole appena sorto, illuminava con la sua debole luce l’intera valle. Il silenzio del luogo era interrotto solamente dal canto di alcuni uccelli e dallo scoppiettio flebile di un fuoco quasi consunto. Xena se ne stava ancora sdraiata nel calore del suo giaciglio, con gli occhi socchiusi, pensando alle meravigliose sorprese che quel particolare giorno le avrebbe riservato.
Con un sorriso, alzandosi lentamente, iniziò ad allungare le braccia verso l’alto, cercando di allentare la pesantezza dovuta al sonno rimanente; poi fece lo stesso con le gambe, allungando prima una, poi, l’altra.
Oggi niente e nessuno potrà disturbare il mio umore, pensava, mentre iniziò a piegare e a riporre le coperte, e a spegnere ciò che era rimasto del fuoco.
Argo, legata ad un albero poco distante dal campo, aveva intuito la gioia della sua padrona e nitrì quasi come se volesse condividerla con lei. Xena, voltandosi, si avvicinò al cavallo e le accarezzò affettuosamente il muso:
Sì, Bella! Lo avverti anche tu vero? Sono felice.
E detto ciò, montata in sella, cavalcò via, allontanandosi velocemente da quel luogo ancora incontaminato.
Intanto nella fucina di Efesto…
-Efesto, questa volta hai superato te stesso, questa spada è magnifica.
-Sono contento che ti piaccia, Ares, quando mi hai detto a chi era destinata, ho capito che doveva essere perfetta e mi pare di esserci riuscito.
-Sì! E’ il dono giusto per lei, sarà estasiata, non posso aspettare di vedere la sua faccia quando gliela mostrerò.
Sorrideva felicemente il Dio della guerra, facendo volteggiare fra le mani l’arma, il regalo perfetto per la sua principessa.
Questo è il nostro giorno, non vedo l’ora di tenerti fra le mie braccia Xena…
-Ares, -Efesto interruppe i pensieri del dio- se non sono indiscreto, come hai intenzione di passare questo tempo con Xena?
-Ce né staremo nel mio tempio, la biondina è andata a far visita alla famiglia così né approfittiamo.
Speriamo che ci resti il più lungo possibile, e sogghignò maliziosamente.
-Tu, piuttosto, sarai con Aphrodite?
-Che cosa? Nel giorno dell’amore? E’ impegnatissima purtroppo!
Replicò l’altro con un’espressione non molto lieta sul viso.
-Sicuramente la mia sorellina troverà un minuto del suo tempo prezioso da trascorrere con te. Stai tran…- e non ebbe neppure il tempo di concludere la frase che fu interrotto da una richiesta di aiuto insistente, da parte di uno dei suoi generali.
Chiudendo gli occhi, Ares visualizzò nella sua mente un campo di battaglia, nelle vicinanze di Sparta, e vide il comandante della sua armata, tentare invano di contrastare l’invasione nemica.
-Per tutti gli déi! Aveva un piano perfetto, e quel’ idiota si è fatto incastrare! Possibile che non sia in grado di eseguire dei semplici ordini, meriterebbe la morte! Che spreco!
- Calmati!
Efesto tentò di placare l’ira del signore della guerra, purtroppo con poco successo.
-Non voglio guai nella mia fucina, per favore ho molto lavoro da fare...- ma il primogenito di Zeus, sbuffando, era già in procinto di andarsene.
-Ti auguro buona giornata! Grazie per la spada, sarà meglio che vada a risolvere questa questione.
E detto ciò, con gli occhi scuri per la rabbia, svanì, lasciando l’altro olimpico esterrefatto.Xena cavalcava veloce verso il tempio di Amphipoli, non stava più nella pelle dalla felicità: finalmente stava per vederlo e trascorrere l’intero giorno in sua compagnia.
Più si avvicinava il momento dell’incontro e più non riusciva a trattenere l’emozione e l’eccitazione. Sentiva di amarlo con tutta se stessa, si sentiva estremamente legata a lui, connessa alla sua essenza, alla sua natura, al suo fuoco.
Non poteva più scappare, troppo era accaduto fra di loro, non poteva più negare a se stessa quello che provava in sua presenza; tutto ciò che voleva in questo momento era solo gettarsi nelle sue potenti braccia, inebriarsi del suo aspro profumo, ascoltare i battiti del suo cuore, all’unisono con i suoi, crogiolarsi nel suo calore…
No! Non poteva più aspettare.-Sei una delusione! Ti ho donato una delle più potenti armate e non sei riuscito a portare a termine un compito tanto semplice! Questa doveva essere un’imboscata e invece, guarda tu stesso, metà dei miei uomini uccisi a causa della tua incapacità! Che cosa dovrei farne di te? Forse, darti in pasto a Gregus?Ah no, sei indegno perfino di questo.
-Mi dispiace mio Signore ma…
-MA COSA? OSI ANCHE PROVARE A GIUSTIFICARTI?
Urlò il dio, imbestialito dall’atteggiamento del suo generale.
-Raduna gli uomini sopravvissuti e i feriti che possono combattere, che si preparino all’attacco, non abbandoniamo!
-Sì, mio Signore.
-ORA!
Principessa, aspettami sarò presto da te…Intanto Xena, giunta finalmente a destinazione, condusse Argo alle stalle, e poi si avvicinò con passi svelti alle grandi porte del tempio spalancandole.
Come mai sono così nervosa? Non è la prima volta, su fai un respiro Xena, non è da te agire così.
-Xena, sei qui!- una voce allegra la distolse dai suoi pensieri.
-Clelia, sei tu? Ma che cosa ci fai qui?
E dicendo questo abbracciò affettuosamente la sacerdotessa, che non vedeva da tanto tempo.
-Sono felice di rivederti ma perché sei ad Amphipoli?
-Uhm! Un certo dio di mia conoscenza, voleva farti una sorpresa.
Xena sorrise alla premura di Ares: è’ riuscito ancora una volta a stupirmi.
-A proposito, sai dov’è? Mi ha chiesto di raggiungerlo qui ma non sento la sua presenza.
-In effetti, è strano che non sia già qui, ma non preoccuparti arriverà a breve, ne sono sicura.
-Hai ragione, ora vado nelle sue stanze a rinfrescarmi, lo aspetto lì.
-D’accordo. Io vado a controllare le offerte, tu rilassati e goditi questa giornata, amica mia, poi, mi racconti tutto e nei minimi dettagli.
Clelia sorrise strizzandole l’occhio destro e si allontanò dalla guerriera.
Xena sorridendo sarcasticamente e scuotendo la testa, si incamminò verso le camere private del dio. Vi entrò e si avvicinò speditamente all’armadio nell’angolo della stanza, scelse un vestito, e liberandosi dell’armatura, lo indossò, guardando il suo riflesso nello specchio.
Un’espressione maliziosa e sensuale le comparve sul volto.
Adesso ti sorprendo io!
In effetti, era bellissima, la veste che aveva scelto, valorizzava ogni curva del corpo scultoreo, scendendo morbido sulle sue forme e, la scollatura vertiginosa lasciava poco spazio all’immaginazione. Soddisfatta e comoda, si sdraiò sull’enorme letto, respirando il profumo virile di Ares.
-Déi, anche le lenzuola sanno di lui! Amore mio, vieni presto, sono qui che ti aspetto…
E con questi pensieri in mente, si lasciò cadere in un sonno pacato.Molte ore più tardi
-Mio Signore! Quei bastardi si stanno ritirando. Ce l’abbiamo fatta!- esclamò superbo Tyreus.
-Forse vorrai dire ce l’ho fatta, stupido mortale! Fosse stato per te, a quest’ ora, il mio esercito sarebbe stato completamente annientato. Ora va’ e ringrazia che oggi ho promesso a mia sorella di essere più clemente, altrimenti avresti fatto compagnia agli uomini che a causa della tua stupidità, hanno perso la vita!
-Sì, mio signore!Grazie, mio dio.
-Va’! Prima che ci ripensi.
Ah! Finalmente! Ora vengo da te, Principessa Guerriera, e mi farò perdonare…
-Ma dove sarà finito quel bastardo? Doveva essere qui ore fa ! E io che mi sono conciata così per lui. Ah, che stupida! Ma non appena riesco a mettere le mie mani sulla sua testa, gliela faccio pagare amaramente!
Che se ne sia dimenticato? No, come può aver dimenticato questo.
Non è possibile: ci deve essere un’altra spiegazione!Xena continuava a camminare infuriata, avanti e indietro, nella stanza, ma non riusciva a calmarsi; aveva pianificato tutto alla perfezione, e lui aveva rovinato ogni cosa. Questo era il loro giorno, avrebbero dovuto trascorrerlo insieme, lasciando tutto e tutti alle spalle!
-E lui che fa? Non si presenta?! Avrei dovuto immaginarlo, è sempre il solito, mai che mantenga una promessa!
Ares apparve nelle sue camere, non rendendosi ancora visibile, appena in tempo per rendersi conto della furia che era presente negli occhi della donna. Era talmente arrabbiata che non lo aveva percepito.
-Bene, è il tempo di agire. La seduzione è l’arma giusta.
Pensò il dio, che si manifestò, abbrancandola alle spalle, e premendo le labbra sul collo di lei bisbigliò:
-Sei bellissima, Xena!
Nonostante che la vicinanza del corpo di lui con il suo le desse un grosso piacere, la guerriera con uno scatto, riuscì a liberarsi dalla stretta divina e, voltandosi, lo fissò folgorandolo con lo sguardo.
Lasciò cadere gli occhi sulla magnifica spada che egli teneva fra le mani e, a quel punto, si ammorbidì. Questo non passò inosservato dal dio, che ghignò e disse prontamente :
-Questo è il mio regalo per te, Principessa! Direttamente dalla collezione privata di Efesto.
Xena, ascoltate quelle parole, si riavvicinò lentamente a lui, ma la sua espressione era inperscrutabile.
Quando fu a pochi centimetri dalle labbra carnose e irresistibili, accostò le mani al suo collo e con molta sorpresa da parte di Ares, gli sferrò un calcio micidiale all’inguine, che, se fosse stato mortale, lo avrebbe lasciato a terra inerme.
-Ecco, questo è il mio! Piaciuto, bastardo?
-Ahi! Principessa, non ti conviene colpirmi proprio lì…
Rispose Ares strizzandole l’occhio.
Xena divenne ancora più infuriata e stava per colpirlo nuovamente con un pugno in pieno viso, ma lui le bloccò la mano e la attrasse a sé.
-Dai! Non arrabbiarti… sono in ritardo lo so, ma sono qui. facciamo la pace?
E detto ciò avvicinò le labbra alle sue, per assaggiare quella bocca che tanto desiderava, che tanto voleva…
Ohì! Déi … Come faccio a resisterti? Sei così bella…
Ma la donna caparbia riuscì ancora una volta a liberarsi da quella morsa sensuale e, allontanandosi, lasciò che la rabbia si impadronisse del suo essere, gridando:
-Per tutti gli déi,dove eri? Dammi una buona motivazione per cui non dovrei ridurti a brandelli! Lo sai da quanto tempo sono qui ad aspettare che il mio adorato dio si degni di mostrare, a questa misera mortale, il suo divino viso?
E per sottolineare maggiormente l’ironia della frase inclinò leggermente il capo verso il basso.
Questo gesto indusse Ares a sorridere, e poi, per niente intimorito dalle parole della guerriera si avvicinò nuovamente a lei, l’abbracciò, e baciandole il collo con delicatezza, le sussurrò:
-Su, Non sprechiamo più tempo! Vieni qui, ho una voglia di…
Non ebbe neppure il tempo di terminare la frase che un altro calcio lo raggiunse allo stomaco, e l’altro per reazione, si allontanò dalla donna.
-Perché lo hai fatto? Ti ho chiesto scusa!
Diamine, Xena, non essere così caparbia...
-Perché? E hai anche il coraggio di chiedermelo, in questo momento ti odio, ecco il perché!
Lui la fissò, percependo la rabbia che l’aura di lei emanava: non poteva farci nulla, la sua ira lo eccitava, e lei lo sapeva.
Ares sorridendo, improvvisamente, camminò lentamente, ma con grande determinazione, verso Xena, e alla stregua di un lupo che non vede l’ora di abbrancare la propria preda, la circondò con le braccia. La tenne lì, non permettendole di andare, perché voleva sentire il suo corpo premuto contro il suo, i suoi seni contro il suo torace; guardando in quegli occhi incredibilmente azzurri, rapito dalla loro profondità, le bisbigliò perfidamente:
-Bugiarda! Lo so che mi ami!
-Sei uno sporco presuntuoso.
Il dio ridacchiò.
-Sì, ed insopportabile…
-Arrogante come nessuno.
-Oh Sì! E anche molto orgoglioso…
-Caparbio…
-Non dimenticare sfacciato…
-Incorreggibile...
A questa sua ultima affermazione, l’altro si bloccò, la guardò negli occhi a lungo, confondendola.
–Déi! Perchè ho l’impressione che le mie gambe stiano per cedere? Bastardo maledetto, ti amo…
Poi, lui accostatosi maggiormente al suo viso, si lasciò per un attimo trafiggere dalla bellezza quasi eterea di quella donna che aveva dato senso alla sua esistenza.
-Non ti permetterò di andare via, principessa! Mai più..
E con grande serietà aggiunse:
-Sono tutto ciò, amore mio, ma sono anche stramaledettamente pazzo di te. Lascia che io te lo dimostri!
E dopo averle detto questo, la baciò profondamente, e Xena si lasciò andare, dimenticando la sua rabbia, il suo ritardo, i suoi difetti; niente era più importante, c’erano solo loro e quel momento, tanto agognato…Tanto sperato
Tanto desiderato
Mi perdo fra le tue braccia
Mi perdo nel tuo calore
Vivo dei tuoi respiri,
vivo del tuo sapore,
non posso dividere il mio destino dal tuo,
non posso liberarmi della tua presenza
né della tua assenza.
Fine
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